L’Acqua

Impariamo a leggere l’etichetta dell’acqua minerale

Non tutte le acque sono uguali e spesso ci troviamo imbarazzati di fronte alla quantità di marche che troviamo al supermercato. La scelta non dovrà avvenire solamente in funzione del prezzo, ma anche delle sostanze che vi sono disciolte.

A ciascuno la sua acquaL’etichetta presente nelle bottiglie dell’acqua minerale identifica tutti gli elementi e le caratteristiche di un’acqua minerale. E’ importante però sottolineare che le virtù terapeutiche delle acque minerali sono molto blande e valide solo per particolari categorie e inoltre, queste proprietà non devono in alcun modo indurre a pensare di guarire o prevenire alcune patologie importanti SEMPLICEMENTE bevendo ogni giorno uno o due litri di “acqua magica”. Casomai l’acqua può diventare un valido supporto se abbinata ad un’alimentazione corretta e ad abitudini di vita sane.  E’ una regola di comportamento saggia, consultare il parere di un medico prima di acquistare un’acqua con caratteristiche particolari.

Il residuo fisso

Con il termine residuo fisso si dà una stima del loro contenuto in sali minerali. I sali minerali sono micronutrienti essenziali per il nostro organismo ma se presenti in eccesso possono causare problemi più o meno gravi. Essi intervengono nella regolazione di numerosi processi corporei come l’equilibrio idrosalino e lo sviluppo e la crescita di organi e tessuti. 

I principali minerali presenti nel nostro corpo sono: sodio, potassio, magnesio e calcio. Ognuno di questi elementi, se assunto in dosi insufficienti o eccessive, può essere nocivo.

Più questo valore è elevato e più sali sono disciolti in un litro. Questo valore si esprime in mg/L e permette di classificare le acque minerali in quattro categorie:

1) “minimamente mineralizzata” residuo fisso inferire a 50 mg/ L: è un’acqua carente di sali minerali e di sodio, stimola la diuresi ed è indicata per chi soffre di ipertensione e nell’alimentazione dei neonati; utile per prevenire la calcolosi renale.

2) “oligominerale” o “leggermente mineralizzata” residuo fisso inferiore a 500 mg/ L favorisce la diuresi, contiene poco sodio e può quindi essere indicata nei casi di ipertensione. E’ utile per prevenire la calcolosi renale.

3) “mediominerale” residuo fisso compreso tra 500 e 1000 mg/ L, il discreto contenuto in sali minerali la rende utile nell’alimentazione degli sportivi, specie nel periodo estivo in cui occorre reintegrare i liquidi ed i minerali persi con la sudorazione

4) “ricca di sali minerali”: residuo fisso superiore a 1.000 mg/L è un’acqua terapeutica, molto ricca di sali. Per evitare sintomi da sovradosaggio è bene acquistarla solo sotto consiglio medio. Ha un effetto diuretico inferiore, e può favorire la comparsa di calcoli renali.

Nelle acque particolarmente ricche di minerali, nell’etichetta, può essere specificata una particolare dicitura per sottolineare le sue caratteristiche: 

1) “contenente bicarbonato” HCO3 (il tenore di bicarbonato è superiore a 600 mg/L): è indicata nell’ipersecrezione gastrica (acidità di stomaco) e nelle patologie renali. Il bicarbonato la rende particolarmente utile per chi pratica sport, in quanto questa sostanza è in grado di tamponare l’acido lattico.

2) “solfata” il tenore dei solfati è superiore a 200 mg/L: è lievemente lassativa e quindi indicata in caso d’insufficienze digestive, spastica e sindrome del colon irritabile. Sconsigliabili durante la crescita e nel periodo postmenopausale, perché possono interferire con l’assorbimento del calcio aumentandone l’escrezione.

3) “clorurata” il tenore di cloruro è superiore a 200 mg/L: ha azione equilibratrice dell’intestino, delle vie biliari e del fegato. Ha inoltre azione lassativa e purgativa tipica delle acque salse o salso solfate.

4) “calcica” Ca++ il tenore di calcio è superiore a 150 mg/L: agisce a livello dello stomaco e del fegato. E’ indicata nella crescita, in gravidanza, in menopausa e nella prevenzione dell’osteoporosi e dell’ ipertensione. Le acque minerali calciche sono indicate anche per chi è intollerante al latte e, nonostante i luoghi comuni, non aumentano l’incidenza di calcoli renali.

5) “magnesiaca” Mg++ (se il tenore di magnesio è superiore a 50 mg/L): svolge prevalentemente un’azione purgativa, ma trova indicazioni anche nella prevenzione dell’arteriosclerosi, poiché favorisce la dilatazione dellearterie. Può essere utile anche nell’alimentazione degli sportivi per prevenire i crampi.

6) “fluorata” o “contenente fluoro” (il tenore di fluoro è superiore a 1 mg/L): utile per rinforzare la struttura dei denti e per la prevenzione della carie dentale. È indicata in fase di crescita o per chi è affetto da osteoporosi, ma l’assunzione non dovrebbe avvenire per periodi prolungati (un eccesso di fluoro può risultare nocivo per la salute dei denti e delle ossa).

7) “ferruginosa” o “contenente ferro” (il tenore di ferro bivalente è superiore a 1 mg/L): indicata nelle anemie da carenza di ferro. Utile anche per vegetariani e per i soggetti con un fabbisogno elevato di ferro: lattanti, adolescenti, sportivi e donne in gravidanza.

8) “acidula” (il tenore di anidride carbonica libera è superiore a 250 mg/L): facilita la digestione. L’anidride carbonica presente nelle acque gassate aumenta l’acidità dell’acqua. Da sottolineare, però, che le nostre diete sono già sufficientemente ricche di sostanze acide e non è normalmente necessaria alcuna integrazione.

9) “sodica” (il tenore di sodio è superiore a 200 mg/L): influenza positivamente l’eccitabilità neuro-muscolare ed è pertanto indicata per gli sportivi, soprattutto durante i mesi estivi quando si perdono notevoli quantità di liquidi con la sudorazione (ricordiamo che un calo eccessivo dei valori di sodio nel sangue ha causato la morte di alcuni sportivi). Le acque minerali sodiche sono controindicate per chi soffre di ipertensione.

10) “acqua a basso contenuto di sodio” (il tenore di sodio è inferiore a 20 mg/L): indicata per le diete povere di sodio e per combattere ipertensione e ritenzione idrica.

IL pH

Questo dato ci dà una stima dell’ acidità dell’acqua. Il pH è una scala che va da 0 (massima acidità) a 14 (massima basicità); il punto intermedio, 7, definisce la condizione di neutralità ed è dato dall’acqua distillata ad una temperatura di 25°C. Il pH delle acque minerali naturali è generalmente compreso tra 6,5 e 8,0. Maggiore è il contenuto in anidride carbonica e solfati e minore sarà il pH (maggiore acidità).

Conducibilità elettrica

Questo dato è riportato sull’etichetta delle acque minerali con il termine “conducibilità elettrica specifica a 20°C” ed aumenta all’aumentare delle sostanze minerali disciolte. Pertanto, maggiore sarà la conducibilità elettrica e maggiore sarà il contenuto minerale. La maggior parte delle acque minerali commercializzate presenta conducibilità elettrica compresa fra 100 e 700 µS/cm.

Durezza

La durezza di un’acqua minerale si esprime in gradi francesi (°F) e ci dà una stima della presenza di calcio e magnesio. Più questo valore è alto e più l’acqua è considerata calcarea. Non esiste un valore limite per la durezza delle acque minerali.

Nitrati

Il contenuto in nitrati è un parametro molto importante da considerare, soprattutto per quanto riguarda l’alimentazione di neonati e bambini. I nitrati sono sostanze presenti normalmente in concentrazioni minime e non pericolose. Tuttavia se assunti in eccesso i nitrati possono seriamente ostacolare il trasporto di ossigeno nel sangue, con conseguenze pericolose soprattutto per i neonati. Per questo motivo nelle acque minerali sono previsti due differenti limiti di dosaggio: 45 mg/L nelle ordinarie acque minerali 10 mg/L in quelle destinate all’infanzia. In ogni caso per i bambini, si raccomanda di non superare il valore di 25 mg di nitrati per litro.

Acque minerali

 

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