Fregola

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La fregola (“fregula”) è una tipica preparazione sarda, una pasta secca molto simile al couscous fatta con la semola di grano duro e lavorata a mano fino ad ottenere piccole sfere irregolari e rustiche dal sapore del tutto caratteristico assunto con l’essiccazione e tostatura.
Preparare la fregola a casa è un’arte che necessita di pazienza e amore, e il risultato non è lo stesso che assicura la fregola sarda del supermercato, realizzata con l’acqua e messa dentro una macchina.
In commercio ne esistono varie tipologie, grana grossa, media e fine, ma la scelta della grandezza delle sfere dipende solo ed esclusivamente dal tipo di preparazione che si vuole realizzare. La fregola può essere poi cotta come qualunque altro tipo di pasta secca e utilizzata con i condimenti più diversi.

Ingredienti

500 g di semola di grano duro
Acqua tiepida q.b. (circa 200 ml)
Sale q.b.
Procedimento

Versate l’acqua tiepida in una caraffa e salatela leggermente. (La fregola può anche essere aromatizzata facendo sciogliere una bustina di zafferano all’interno dell’acqua).

In un recipiente a parte invece, mettete 100 g di semola per volta, aggiungete pochissima acqua tiepida precedentemente salata, e mescolate con le mani cercando di fare dei movimenti circolari. In questo modo il composto si addenserà formando delle palline che assumeranno la caratteristica forma della fregola. Poi tenete da parte.

Ripetete l’operazione con altri 100 grammi di semola, e continuate in questo modo fino a terminare la semola.

L’errore da non commettere è quello di schiacciarla, si rischierebbe di fare un impasto, e invece si deve tenere a mente che sono delle minuscole palline che devono crescere progressivamente.

Una volta terminata tutta la semola, sistemate la fregola (le palline non dovranno avere dimensioni troppo differenti le une dalle altre) all’interno di una teglia e portate in forno ad asciugare ad una temperatura di 50 gradi, oppure fatela tostare (come piace a me). Il grado di tostatura dipenderà dai gusti personali.

Il passaggio successivo è buttarla nel setaccio per separare i piccoli resti inconsistenti dalla fregola che, a quel punto, avrà più o meno tutta la stessa dimensione.

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